martedì 5 settembre 2017

Grande è la voglia di sospendere la pubblicazione di questi articoletti, perché non esaudirla?

sabato 26 agosto 2017

Insulto citato, insulto rilanciato

Guido Viale ha nella settimana di Ferragosto pubblicato uno scritto sul Manifesto a proposito dei madrigali casermatici che la presidente della Camera Boldrini ricava, tra l'altro, dalla sua attività e dalla sua alta carica, e recentemente dalla stessa destinati a documentare una denuncia contro gli autori, anonimi e non. Viale ha teorizzato, sulla scorta dell'analisi "francofortese" culminata oltre sessanta anni fa in una celebre ricerca sulla cosiddetta personalità autoritaria, che il "sessismo" e "maschilismo" di tali madrigali è legato al "razzismo" degli stessi, ma non ha menzionato la sua alta fonte ispiratrice, così privando i lettori meno ferrati d'un buon riferimento bibliografico. In compenso non ha privato gli stessi, eventualmente a digiuno in materia di madrigali casermatici indirizzati alla Boldrini, di due o tre esempi virgolettati dei medesimi, così rilanciandone il diciamo insulto. Possibile che uno scrittore esperto e capace come il Viale abbia mancato della capacità di alludere a quei madrigali casermatici tramite il vecchio buon discorso indiretto?

giovedì 17 agosto 2017

Nonno stante (ancora)

Si è indotti dai nostri media a considerare la rimozione anche popolarmente improvvisata di statue significative esposte al pubblico in stati una volta "sudisti" degli attuali Usa, ed a vederla come un aspetto della opposizione al presidente Trump, destrorso eletto, grazie ad un sistema elettorale da manicomio, a dispetto del fatto che l'avversario "democratico" avesse conquistato più voti di lui. I fattacci di Charlottesville (Virginia) hanno avuto origine dalla manifestazione organizzata dalla destra cosiddetta suprematista contro la rimozione di una statua del generale Lee, appunto un personaggio storico "sudista", e dalla contromanifestazione organizzata dalla sinistra antirazzista. Un morto e vari feriti.
Non ne so abbastanza per essere incompetente, in materia di guerra civile americana, ma buttar giù a freddo statue che fanno parte della città nella quale si trovano da molti molti anni non mi sembra un segno di efficienza ed efficacia politica. 
Venendo a noi, ieri sul Manifesto ho letto che l'intitolazione a Pino Rauti di una strada nel paese dove nacque nel 1926 (Cardinale, nei pressi di Catanzaro, in Calabria) è costata le dimissioni dell'assessore PD competente. Rauti fu un esponente del MSI, per breve tempo fu anche segretario nazionale di quel partito, e comunque è stato un uomo politico di destra ben noto fin dagli anni settanta. Comprensibile che dove nacque lo si voglia ricordare intitolandogli una via. 
Connettendo questa notiziola locale ai fatti Usa, mi ricordo che negli anni ottanta trovammo, nella nuova sede del dipartimento universitario dove io mi guadagnavo da vivere, una scritta murale che stava lì dai primi anni venti, nera, evocante l'attività di una squadra fascista non so più con quali parole, niente che non potesse stare in una sede universitaria sita in un edificio vetusto (palazzo Vegni, in via San Niccolò, a Firenze); una collega protestò ed ottenne che la scritta venisse cancellata, ciò che, già allora, mi sembrò di una imbecillità squillante - come la voce della collega. Si trattava di un documento d'importanza storica collettiva - a me personalmente ricordava le escursioni squadristiche del mio nonno materno, defunto molti anni prima della mia nascita.

mercoledì 16 agosto 2017

Occidente come droga

La scorsa settimana, mi pare venerdì, il Manifesto ha pubblicato alcune interessanti considerazioni di Marco Bascetta sulla retorica mediatica che guarda al fenomeno della migrazione come ad un traffico, quasi che i migranti fossero stupefacenti o addirittura fossero essi stessi dei tossici. Drogati in cerca della sostanza, cioè l'occidente. In effetti a mio modesto modo di vedere l'insistenza mediatica sul traffico e sui trafficanti è mistificante nel senso che intende Bascetta, ma anche nel senso che abbuia il fatto che i migranti sono trafficanti di se stessi o, meglio, si autodeportano. 
Niente mi toglie dalla testa che siano i migranti a dare inizio ai loro innegabili guai.

lunedì 14 agosto 2017

La voce dell'autore

Stamani sul presto (14 viii 2017) il terzo canale radio (Rai) ha trasmesso una sintesi della intervista che lo scrittore J.Grisham ha rilasciato a un giornalista di Repubblica sui fatti avvenuti a Charlottesville (Virginia, Usa) in occasione di una manifestazione * organizzata dai cosiddetti suprematisti (termine che deriva da "supremazia" - "bianca"), che si sono scontrati duramente con altri manifestanti a loro sfavorevoli - ciò che tende a succedere in ogni parte del mondo. Il Grisham a quanto pare è contrario ai suprematisti, che lui chiama "nazisti"**, e risiede nella città teatro degli scontri: a me non pare che tali circostanze, unitamente alla professione di romanziere del Grisham, diano luogo a titoli di competenza per esprimere pareri degni di nota su fenomeni di carattere politico.

* contro la rimozione di una statua dedicata al generale sudista Lee.
** La formula riduce la denominazione originaria, che è "nazionalsocialisti". Così si chiamavano i membri del partito guidato da Hitler (NSDAP) dal primo dopoguerra al 1945, in Germania. E' vero che certi militanti "suprematisti" Usa sfoggiano talvolta il simbolo svastica.

martedì 8 agosto 2017

"Disperati"?

Le immagini diffuse ieri 8 agosto da vari media d'uno sfondamento là dove Europa ed Africa si toccano - nella precisione tra Spagna e Marocco - piuttosto riuscito in apparenza - effettuato da parte di numerosi giovani maschi africani contro i guardiani della frontiera a cura dei due Stati menzionati - impressionano. Entusiasmo, velocità, forza, numero. Non sono, quei giovani, "disperati".

venerdì 4 agosto 2017

Bagatelle

Ieri 4 agosto durante la trasmissione che sostituisce la vetrina dei tacchi a spillo di Lilli Gruber era ospite il responsabile di Medici senza frontiere (Msf), una Ong tra quelle sotto tiro in quanto sospettate dalla magistratura di collaborazione con i cosiddetti trafficanti di esseri umani o scafisti. Erano ospiti in effigie un esponente della Lega e un religioso dei quali, come accade, ora mi sfuggono i nomi. Già, come si chiama l'esponente di Msf?
Uno dei due gestori della trasmissione, tale Parenzo, ha chiesto all'esponente di Msf se l'abbandono (effettivo o paventato) dei migranti ai pericoli del mare non sia paragonabile all'abbandono degli ebrei a rischio di deportazione e morte durante la guerra (1939-1945). Il paragone è stato respinto non senza garbo dall'esponente di Msf, invece è stato accolto e rilanciato dal religioso. Ragione per cui l'esponente leghista si è scaldato, affermando che le sue critiche all'andamento delle cose nel Canale di Sicilia gli avevano guadagnato il titolo di razzista e nazista.
Comunque sia, il paragone introdotto dal Parenzo è solo suggestivo e di bassissima lega. Primo, il destino degli ebrei rimasti nelle grinfie di nazisti e collaboratori non fu nel suo corso materia di pubblica conoscenza ed opinione com'è oggi il cammino dei migranti. Secondo, i migranti oggi si mettono nei guai da sé, certo per necessità o per loro desiderio, non sono cacciati nei guai in quanto oggetti di persecuzione attiva ed organizzata come lo furono, ai tempi, gli ebrei. Terzo, il Parenzo e coloro che pensano come lui dovrebbero riflettere sull'eventualità che simili paragoni del cavolo finiscano per bagatellizzare il loro termine più serio e fondato.